Io, lei, la trans

Eravamo alle solite con Anna, ogni volta che scopavamo, lei provava a mettermi un dito in culo e a me piaceva davvero molto, soltanto che dovevo desistere perché mi vergognavo, dinanzi alla mia virilità, di ammettere la cosa persino con me stesso.
– No, dai Anna! – le ripetevo con fare ingenuo, e lei toglieva il dito e ci rimaneva male, ma poi la facevo comunque godere.

Una macchia di lussuria sul cuscino della mia macchina

Una sera, passavamo per caso sul lungomare, dove in inverno ci sono molti trans che offrono divertimento, Anna le guardava incuriosita e la cosa mi eccitò alquanto, fino a quando non dovemmo fermarci per via di un semaforo e una trans si avvicinò allo sportello.

La vista dei suoi seni prosperosi e del suo culo sodo, mi fece venire un’erezione poderosa, anche Anna sembrava eccitata. Pertanto miserabili di coraggio, mandammo via quell’incantevole sirena e proseguimmo per tornare a casa.

Quando Anna scese dalla macchina, notai che aveva lasciato il cuscino rosso macchiato, una piccola macchia simile a una lacrima. Quella porcellona si era bagnata.

Non sarebbe meglio farlo in tre?

Quella sera non riuscivamo a dormire, chiacchieravamo del più e del meno nascondendo le nostre voglie.

All’improvviso glielo dissi in maniera chiara, era riuscita a bagnare il cuscino talmente era arrapata, mentre iniziavo a tastare le sue cosce e mi infilavo con le mani nelle sue mutandine e con le dita dentro il suo organo di piacere.

– Sei bagnata amore mio – sussurrai molto eccitato e mentre la toccavo e mi sporcavo del suo desiderio, lei mi confessava che voleva fare sesso in tre, io lei e la trans, e che avrebbe voluto prima provare la doppia penetrazione, e poi scoparmi mentre io stesso venivo penetrato dalla trans.

Quella sera facemmo sesso come mai prima e avemmo numerosi orgasmi. Pertanto iniziammo ad accarezzare l’idea di fare sesso con una trans.

Amore mi aiuti? Da sola non ce la faccio

La sera dopo non potemmo fare a meno di andare sul lungomare, ci fermammo allo stesso semaforo e caricammo a bordo della mia auto la nostra amica trans.

Si chiamava Kaori ed era una nippo – colombiana, era davvero molto bella, ma manco il tempo di girare verso casa, che mia moglie era saltata dietro e le stava già succhiando il suo enorme pene.

Quando arrivammo scesi quasi di corsa, aprii lo sportello del passeggero ed entrai con ardore dentro mia moglie, esplodendo quasi subito in meno di due minuti.

Andammo in casa e ci sistemammo nel salone, Kaori si tolse le mutande e sfoderò un serpente di 25 centimetri, mia moglie mi guardò e disse
– sola non ce la faccio amore, mi aiuti? –
Così iniziammo a succhiare entrambi eccitati, ma non appena mia moglie ebbe raggiunto l’orgasmo (perché la stavo masturbando) smise di succhiare il pene duro di Kaori e si stese sul pavimento come una cagna in calore.

La presi e l’alzai, mi misi sotto di lei e la penetrai in maniera molto forte e animalesca, mentre Kaori approfittava del suo culo.

Anna venne e squirtò su tutto il pavimento, disse che non aveva mai provato un orgasmo del genere.

Intanto iniziò insieme a Kaori a praticarmi un rimming anale, fino a che non mi ritrovai quel pene di 25 centimetri nel culo, e mia moglie eccitata.

È stata la più bella scopata della nostra vita e ancora oggi molto spesso ci vediamo con Kaori.

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