Squirting ed eiaculazione femminile: cos’è e come funziona

Squirting ed eiaculazione femminile
Eiaculazione femminile realtà o mito? Scoprilo su Tuttosexyshop

Eiaculazione femminile: leggenda metropolitana o realtà? Equivalente femminile dell’eiaculazione maschile o semplice emissione di urina? Mentre gli studi scientifici più recenti hanno dimostrato la presenza di enzimi prostatici nel liquido prodotto durante l’orgasmo femminile, per il British Board of Film Censorship, la risposta giusta è la seconda, visto che ha bandito lo squirting dalle produzioni britanniche di film hard assimilandolo alla pratica oscena del pissing.
Poiché sull’eiaculazione femminile c’è ancora molta confusione, vediamo di fare un po’ di chiarezza su una tematica tanto controversa e dibattuta che suscita da sempre grande curiosità.

Squirting: mito o realtà?

La reazione di molte persone nell’apprendere che le donne possono eiaculare è di pura incredulità, eppure non è certo una scoperta dell’ultima ora: il fenomeno era conosciuto già nell’antichità, dove si credeva che i liquidi espulsi durante l’orgasmo femminile fossero intrisi di proprietà mistiche e salutari. Per i Batoro, società matriarcale dell’Uganda, una donna è pronta al matrimonio solo quando riesce, tramite la masturbazione, a bagnare un muro eiaculando.

Sulle origini dell’eiaculazione femminile, nota colloquialmente con il termine “squirting”, si sono interrogati grandi menti, da Aristotele a Galeno, e nei secoli successivi sono stati fatti progressi nell’elaborare la fonte di questo misterioso fenomeno. Tuttavia, fino a pochissimo tempo fa’, il mondo scientifico lo considerava associato all’incontinenza urinaria.

La svolta è arrivata grazie al mondo del porno, che ha aiutato a rendere celebre il fenomeno, costringendo la scienza ad affrontarlo con meno sufficienza. Purtroppo, lo ha anche mostrato in termini “celebrativi”, spingendo a confrontarsi con una realtà estrema caratterizzata da vere e proprie inondazioni di liquidi, contribuendo ad alimentare altri falsi miti (in realtà, la quantità di “squirt” emesso al momento dell’orgasmo è equivalente a quella di una tazzina di caffè e solo in rari casi va oltre). Insomma, da fatto anomalo a fenomeno da baraccone. Per fortuna, gli studi più recenti hanno gettato un po’ di luce su questo atto volontario che può essere appreso con la pratica, ma ancora sono poche le donne che sanno quale sia la composizione dell’eiaculato e da dove esca. Cerchiamo di capirne di più.

Che cos’è lo squirting

L’eiaculazione femminile, nota anche con il termine inglese “squirting” (fontana), è il fenomeno attraverso il quale, al momento dell’orgasmo o subito prima, le donne emettono un liquido trasparente e inodore dai condotti parauretrali. Questo fluido, espulso sotto forma di schizzi intermittenti al raggiungimento del picco del piacere femminile, è prodotto dalle ghiandole di Skene che, per certi versi, corrispondono alla prostata dell’uomo.

Fino ad una trentina di anni fa’, il mondo scientifico riteneva che l’eiaculazione femminile avesse un legame con le perdite di urina. Studi più recenti hanno invece dimostrato che lo squirt è molto simile allo sperma, essendo composto da una sostanza alcalina contenente tracce di antigene prostatico specifico, noto come PSA, e di fosfatasi acida prostatica, o PAP, due proteine che nell’uomo sono prodotte dalla prostata.

È difficile stabilire quale sia la percentuale di donne interessate dallo squirting, anche perché molte signore provano imbarazzo a parlarne, forse per questioni legate alla società maschilista in cui viviamo. Da uno studio condotto nel 1994 da Stanislav Kratochvil su un gruppo di 200 donne della Repubblica Ceca, è emerso che solo il 6% del campione era in grado di eiaculare regolarmente.

Anche la funzione biologica dello squirting non è ancora stata ben definita. Una ricerca risalente al 2009 ipotizzava che l’eiaculazione femminile potesse avere un ruolo anti-microbico e servisse a difendere l’apparato urinario dalle infezioni, ma i risultati sono stati poco convincenti.

Come funziona l’eiaculazione femminile

Lo “sperma” femminile è un liquido secreto dalle ghiandole di Skene, omologhe ancestrali della ghiandola prostatica maschile, nel corso dell’attività sessuale. Sembra che ad innescare il processo sia la stimolazione del clitoride e della volta vaginale superiore, dove poggia la vescica, insieme ad un adeguato stato di rilassamento e all’utilizzo dei muscoli pubo-coccigei. Ad essere coinvolto è quindi il complesso clitoro-uretro-vaginale, una volta chiamato Punto G, la cui sollecitazione stimola direttamente la vescica, dove l’eiaculato viene stoccato per poi essere emesso attraverso l’uretra. Il fatto che spesso la fuoriuscita di liquido sia accompagnata da una sensazione che ricorda quella della minzione, porta alcune donne disinformate a pensare che si tratti di urina, ma, come è stato dimostrato scientificamente, non ha nulla a che fare con essa: non ne contiene le sostanze tipiche, è così diluito da sembrare acqua e non ha un cattivo odore.

Ma se, da un punto di vista biologico, tutte le donne possono squirtare, perché soltanto una piccola percentuale ci riesce?
L’assenza del fenomeno eiaculatorio in alcune donne è probabilmente legato all’anatomia estremamente variabile delle ghiandole di Skene che, pur essendo presenti in tutte le donne, non hanno un uguale sviluppo e in alcuni casi sembrano parzialmente atrofiche. Sembra siano più sviluppate ove l’ormone maschile è presente in quantità maggiore. Inoltre, non dimentichiamo che molte donne hanno problemi a raggiungere l’orgasmo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *